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Silver economy, Genova meta d’elezione per i senior d’Europa

Silver economy, Genova meta d’elezione per i senior d’Europa

Trasformare Genova in una “Miami d’Europa”: a lanciare la sfida gli attori dell’economia della terza età, nel corso del primo Silver economy forum di Genova (13-15 giugno)

 

Cambiare la percezione dell’anziano e della vecchiaia, inquadrandoli non come un disvalore, ma come una fonte di ricchezza e di arricchimento per la società stessa. Lavorare in squadra e creare collegamenti e infrastrutture adeguate. Questi i presupposti indispensabili per trasformare Genova in una vera e propria “Miami d’Europa”. Una città capace di trasformare quell’età media di 48,6 anni in un valore: non banalmente una “città di vecchi”, ma «una città di senior attivi e, magari, anche internazionali», afferma Mariuccia Rossini, ceo di Korian Italia. Una sfida lanciata da più parti nel corso del primo Silver economy forum di Genova, entrato nel vivo oggi con le prime sessioni tematiche, in corso fino a domani, venerdì 15 giugno, a Palazzo Tursi.

Le basi ci sono e si chiamano investitori, italiani e internazionali, pronti a scommettere su questa città (e su questa regione): «Ci sono soggetti pronti a investire – sottolinea Giancarlo Vinacci, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova, organizzatore dell’evento insieme all’agenzia Ameri Comunicazione– Oltre a quelli già citati in passato, come Cassa depositi e prestiti, anche realtà russe, svizzere e inglesi, con cui ho parlato proprio questa mattina. Sono convinto che l’agenda dei prossimi mesi si riempirà con un po’ di appuntamenti». Qualcosa di concreto a breve? «Credo che con le trattative in piedi entro l’anno qualche accordo per impiantare nuove strutture dovremmo portarlo a casa – afferma l’assessore – Dopo l’estate se ne parla e prima di Natale mi piacerebbe avere un bel regalo per la città». Impiantare non significa solo creare qualcosa da zero: «Penso anche alla riqualificazione di qualcosa di esistente,anche perché per costruire qualcosa di nuovo i tempi sono decisamente più lunghi», dice Vinacci.

Il modello a cui si guarda è quello di una nuova concezione di residenza per anziani. Un’idea di struttura che si distacchi completamente dai concetti di “ghettizzazione”, tristezza e solitudine, avvicinandosi invece a quella di un vero e proprio silver village aperto e confortevole anche per i visitatori. Non solo: le iniziative per questa fetta di popolazione sono moltissime e spaziano dal turismo al recupero del patrimonio immobiliare. Ma ancora una volta l’Italia arriva in ritardo e i ritardatari, si sa, si voltano verso il compagno di banco per chiedere cosa si siano persi: «In Francia l’iniziativa Senior en vacances ha permesso a 80 mila anziani di accedere a un contributo fino al 50% della spesa totale per trascorrere una vacanza nel Paese, progetto che per gli alberghi aderenti ha consentito di allungare la stagione di tre settimane – descrive Rossini – Sempre in Francia, negli ultimi 20 anni, grazie a un’apposita legge, sono state rinnovate numerosissime rsa non con finanziamenti a pioggia, ma grazie alla defiscalizzazione». Il recupero degli immobili, non solo residenziali, è un fattore chiave per gran parte dei soggetti interessati alla silver economy: dal canto suo, Korian sta investendo in Liguria sul recupero dell’ex tribunale di Sanremo per farne una nuova struttura per anziani, inquadrandola in un contesto aperto, integrato, coinvolgente e innovativo (ne avevamo parlato qui).

Lo stesso paradigma che accompagna l’idea di Happee Limited: «Il vero problema è non perdere il valore dell’anziano – spiega il direttore Antonio Macrina – Che non deve essere visto solo come “big spender”, ma soprattutto come una persona che deve essere integrata nella società e utile per il suo futuro». La proposta di Happee è quella di trasformare le abitazioni dei senior in luoghi completi di ogni servizio, assistenza e comodità, finanziati da un fondo alimentato dalla vendita della casa stessa da parte dei proprietari. Insomma, un nuovo concetto di abitazione per inquilini di una certa età.

Il recupero del patrimonio immobiliare pubblico privato è un tema che sta a cuore anche a Filippo Delle Piane, presidente di Ance Genova: «La cura del patrimonio abitativo è fondamentale, ma un ostacolo c’è e questa volta, stranamente, non mi riferisco alla burocrazia – afferma – bensì alla sua alta parcellizzazione, ci sono troppi condomini con molti proprietari: una difficoltà non indifferente. Ma allo stesso tempo esiste anche una buona quantità di patrimonio pubblico e privato di proprietà di pochi soggetti da cui partire».

 

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